XII
imperativo, particelle e interiezioni
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Avvertenze:
la traslitterazione dei segni è
conforme al sistema europeo, le lettere pertanto risultano in
corsivo. I caratteri normali
riflettono il sistema m.d.c. I
– imperativo E’ noto che l’imperativo indica un’azione di
comando e lo speaker usa
sempre la seconda persona singolare o plurale che sia.
In egiziano esiste una sola forma di imperativo e la maggior parte
dei verbi è rappresentata dalla sola radice. Esempi:
-
imperativo negativo: esistono due forme negative dell’imperativo
-
l’imperativo
jmj (dare)
-
La forma jj
o, come in precedenza visto, jwj = vieni, nel medio regno
sovente è rappresentata da
L’oggetto dell’imperativo è espresso da un nome
o pronome. II - particelle e
interiezioni Nella nostra lingua si intende per particella
una parola monosillabica priva di accento tonico che funge
da legamento o ha funzione accessoria nel contesto di una frase (es. nei
verbi pronominali come arrabbiarsi – lamentarsi ecc.). Per
interiezione si intende una parte del discorso che esprime un moto
improvviso dell’animo (es. oh!,
santo cielo! ecc.). Nella lingua egiziana la particella può essere di due
tipi: particella proclitica e particella enclitica. L’uso delle
particelle in egiziano è molto frequente ed importante, in modo
particolare si riscontrano
nelle epigrafi funerarie. Le particelle proclitiche (appellate anche
“non enclitiche”), sono in genere delle parole d’enunciazione mentre
le enclitiche designano in genere delle parole, generalmente brevi, che
hanno il compito di infondere alla proposizione un certo significato. a
– particelle proclitiche Trattasi di quelle particelle che figurano
all’inizio di una frase. a)
b)
c)
Altre
particelle proclitiche aventi la funzione di focalizzare il soggetto sono:
d)
b – particelle
enclitiche Le particelle enclitiche
si differenziano dalle non enclitiche
(proclitiche) per il fatto che si trovano nel corpo di una frase o
di una parola. Le più frequenti sono: a)
b)
c)
d)
Altre
particelle enclitiche sono
c
– interiezioni
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