I
introduzione
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Negli ultimi tempi l’interesse per l’antico Egitto soprattutto ad opera dei mass-media, sempre più esaurienti e solleciti nell’informazione, si è accresciuto di molto estendendosi oramai ben oltre i consueti stereotipi intrisi di fascino e mistero che sino ad oggi hanno caratterizzato questa antica civiltà, certamente unica nel suo genere. Oggi mi accorgo , e direi anche con una certa meraviglia, che una gran quantità di persone si accosta alla lingua ed alle scritture in uso presso quell’antica civiltà. Questi appunti sono rivolti a costoro con la speranza che gli stessi possano suscitare interesse e pertanto fungere da incentivo onde proseguire gli studi in maniera più approfondita su lavori di maggior spessore e completezza. Ho dedicato particolare cura, all’inizio di ciascun lemma, nel fornire alcune delucidazioni di grammatica italiana inerenti l’argomento. Questo non per ignoranza del lettore ma perché sovente, soprattutto se si è avanti negli anni, tante memorie scolastiche vanno nel dimenticatoio e si finisce per leggere e scrivere seppur correttamente per “istinto”, per “inerzia”. Sulla base di tali considerazioni io credo che un corso di grammatica e sintassi ad uso di principianti deve puntare a rendere quanto più semplice possibile i primi approcci, chiarendo costantemente a monte i vari problemi connessi con la propria lingua. In appendice il lettore troverà alcuni esercizi con relative risposte, un glossario dei termini tecnici maggiormente ricorrenti oltre ad un piccolo dizionario. La scoperta della scrittura geroglifica, com’è noto, risale agli inizi dell’ottocento ad opera di Åkerblad, Young e soprattutto Champollion. Quindi scoperta relativamente recente, nemmeno due secoli. Nell’ottocento e nel novecento l’approfondimento della lingua e delle scritture ha subito sensibili evoluzioni e perfezionamenti ma è certo che la grammatica e la sintassi di questa lingua sono ancora lungi dall’avere la parola fine. I vari studiosi che hanno realizzato nel tempo opere nel settore, trattandosi di materia giovane, hanno impostato i loro lavori in maniera sovente molto differente. Confrontando infatti le varie grammatiche ci si rende conto che sia a livello nozionistico che di esposizione delle varie regole, e addirittura talvolta a livello di interpretazione dei vari segni esistono sensibili difformità. Oggi grammatiche, un tempo celebri, quali le opere del Budge, del Lefebvre od anche dello stesso Gardiner appaiono sotto molti aspetti obsolete. Ho ritenuto opportuno puntualizzare queste considerazioni in quanto nella materiale stesura di questo lavoro ho cercato, per quanto possibile, di rifarmi, nella impostazione dei vari argomenti, a quegli autori che oggi vengono reputati all’avanguardia come lo Allen, il Methieu & Granded ecc. I segni geroglifici, evidenziati nel presente lavoro, risultano tratti, in versione démo, dal programma Win Glyph creato dal CCER in collaborazione con l’università di Utrecht. Per quanto detto i logogrammi risultano penalizzati da una lineetta trasversale inserita in ciascun segno. I logogrammi (chiamati altresì segni parola o tassigrammi) sovente risultano evidenziati, in alternativa al segno geroglifico, con i caratteri latini (solitamente in grassetto) in base al Manuel de Codage del van den Berg per PC (le regole di lettura in base al mdc risultano inserite nel sito internet http://www.ccer.nl). I caratteri latini di traslitterazione dei segni geroglifici, in base al cosìdetto sistema europeo di traslitterazione, risultano riportati solitamente in corsivo mentre quelli riportati sulla base del sistema tradizionale-convenzionale appaiono nei caratteri normali. Eventuali parole appartenenti ad altre antiche lingue risultano trascritte in caratteri latini, tranne che per l’inserimento, ove se ne rendesse la necessità e per quanto tecnicamente possibile, dei caratterei greci, copti od ebraici. |